domenica 30 novembre 2014

Almost winter


  • Sono felice perché sono andata con migliore amica al Mercatino di Natale svedese a Roma. Era piccino, ma già il pensiero di quelle cosine belle bellissime e quelle robine buone buonissime metteva di ottimo umore (e in un sol colpo) la mia persona, lo spirito sacro dell’Ikea di cui sono invasata e la piccola Cindy-Lou che alberga in me (no, non l’ho mangiata– è una metafora). In più ho bevuto un ottimo glögg (davvero molto molto buono).
  • Sono triste perché se da una parte già è tutto illuminato a festa e i supermercati ti tirano dietro panettoni già da fine agosto, stringi stringi è Dicembre e io esco ancora a mezze maniche (mentre un anno fa ero in Canada a congelarmi a -20, a impanarmi di doppi guanti e tripli calzettoni, respirare il freddo a fiato mozzo e spalare neve dal vialetto di casa).
Com'è come non è, le feste si avvicinano e vogliono dire anche regali. Sto iniziando a spulciare vari siti di abbigliamento papabili, e nella nuova parte dedicata di Amazon già ho trovato cose molto molto carine:



domenica 9 giugno 2013

Il Grande Gatsby al cinema

Il film del momento, il cui trailer (uscito nientepopodimeno che l'anno scorso) ha lasciato migliaia di persone stregate e col fiato sospeso a sudare frementi in una lunga, lunghissima attesa durata fino al mese scorso. Mese in cui finalmente i cinema hanno riempito le sale di frotte di spettatori a briglie sciolte.

Vi confesso, non riesco a decretare, a primo impatto: Grande Gatsby sì o Grande Gatsby no. Promosso o bocciato. Bello o brutto. Mi ha lasciato addosso come una sensazione di estasi un po' abortita e un vago odore di vecchie glorie e disappunto. Cosa che invece non è condivisa, a quanto vedo, dalla stragrande maggioranza delle persone (che evidentemente digeriscono meglio di me le americanate e che probabilmente non hanno letto il libro di Fitzgerald).

Volevo scrivere una recensione proprio per questo, perché sebbene non sia da buttare (la punta di diamante della pellicola sono la fotografia e la scenografia - come non aspettarselo dai realizzatori del Moulin Rouge?-, le location e la magistrale interpretazione di Leonardo DiCaprio), le cose che invece "non vanno" sono molte, e lo rendono a mio avviso decisamente sopravvalutato.

E' stato distorto in un qualcosa che si allontana troppo dall'originale, non solo e anzi non tanto nella narrazione quanto nell'acquisizione di una mentalità e di una moralità completamente differente da quelle del libro. Una morale di redenzione, di peccato, di bontà a tutti i costi. Una morale di salvatori e di salvati e di perfidi aguzzini. Del ricco cattivo e del povero onesto. Una morale che boh, non c'azzecca proprio niente né con lo scrittore né con i personaggi. Non mi è piaciuto che Gatsby nel film venga dipinto come il buono, il santo, il poveraccio, l'eroe. Perché, semplicemente, non è così. Non mi è piaciuto che il passato di Gatsby e di Nick, i festini, i cocktail, le donnette, la New York sfavillante e roboante di fine anni '20 vengano ridotti a un passato di bordelli da dimenticare, a un passato negativo e peccaminoso che ha portato il narratore a finire in psicanalisi (cosa che, peraltro, è inventata di sana pianta e nel libro è totalmente assente). Non mi è piaciuto nemmeno il voler calcare a tutti i costi sul ruolo di Nick cercando di renderlo attivo nelle vicende quando invece il suo personaggio è particolare proprio perché totalmente passivo. Occhio esterno di un voyeur. Non mi è piaciuta nemmeno la musica: non la colonna sonora di per sé, che è senza lode e senza infamia (tralasciando le parti rap e hip-hop che ora spiegatemi voi cosa ci azzeccano con il periodo), ma il modo in cui è stata inserita nel film. Totalmente a casaccio. Ma così a casaccio che mi ha quasi dato fastidio, al cinema quando lo guardavo. Che prima c'è quando non dovrebbe e poi non c'è quando serve. Che è sbagliata e non rispetta gli stati d'animo.

Dall'altra parte invece, come ho già detto, ho adorato i costumi, il trucco, le riprese, le sequenze. Insomma, la parte più strettamente tecnica. E poi, ma questo perché ho un pallino per lei da quando tre anni fa vidi An Education, ho adorato Carey Mulligan.

The Great Gatsby è un romanzo strano, senza dubbio un romanzo fuori dal comune. L'ho letto l'anno scorso e alternavo dentro di me momenti di puro odio e momenti di amore, momenti di noia e momenti di rinnovata estasi. Una battaglia a tutti gli effetti. A metà narrazione mi ero stufata, giorni dopo la fine ho capito che l'amavo. In effetti, considerato il mio caso di odi et amo, forse mi aspettavo troppo da una trasposizione cinematografica. Chissà. Nel dubbio, mi butto indietro nel passato: stasera il mio Gatsby sarà Robert Redford, 1974.



Hic stantibus rebus

Il blog mi manca. Mi manca assai.

Già da un po' ho deciso (affiancata dalle impavidissime compari Lile e Chamils) di dare un taglio allo sbandieramento pubblico delle paturnie personali, emotive, private, confidenziali, demenziali, psicomentali e via dicendo: sì insomma, di non scriverci più i cazzi miei.

Però mi manca, e se da una parte posso fare a meno di spiattellare in vetrina la mia vita, dall'altra non posso assolutamente fare a meno di scrivere: la scrittura è sempre stata una delle componenti essenziali della mia vita (alle elementari già scrivevo dozzine di racconti), e con questo non intendo dire che voglio diventare famosa o che ho un talento o chissà cosa - anche perché l'impegno è totalmente carente nel settore da svariati anni a questa parte - chissà, forse è stato proprio il blog a estinguere la mia vena creativa in un "misero" memoriale scarica-coscienza? Non voglio scrivere per farmi conoscere, né per diventare qualcuno, né per vantarmi di saper fare una cosa che ai miei occhi è più naturale ancora di respirare e proprio per questo alla portata di chiunque (persino di una capra alfabetizzata). Io scrivo per una questione molto più pratica, molto più umile, molto più banale: perché mi fa stare bene. Scrivo perché, semplicemente, non so fare altrimenti. Quello che voglio dire, più o meno, è che voglio reinventarmi: trovare un modo per conciliare scrittura e vita in una combinazione meno personale e più, come dire, indirizzata ad un lettore esterno ipotetico al quale interessi non quante volte ho fatto la cacca in una giornata (spero almeno 2) ma più specificamente il contenuto dello scritto. Che significa? Non lo so. Una recensione di un film magari, o di un libro, o di un viaggio, o ancora una citazione, una canzone, una riflessione.... insomma, di cose di cui parlare che non includano me e chi mi è più vicino in prima persona ce ne sono tante, e se ne possono trovare ancora e ancora.

Però ecco, volevo giusto dire che no, non ripongo penna e calamaio; non ho nessuna intenzione di smettere e mi auguro che niente e nessuno al mondo riesca a impedirmi mai di continuare.

giovedì 2 maggio 2013

Un post ON THE FLY

per dire che:
so fuckin' 90s, bitches
  • gli esoneri sono andati bene
  • ho iniziato a dare ripetizioni di inglese al fratello di Marvi (Stefano, prima media): un'occasione per fare in modo di vederla spesso e, ovviamente, so' soldi e non mi fanno affatto schifo
  • il 13 luglio vado al concerto di Mark Knopfler!
  • il 10 luglio vado al concerto degli Arctic Monkeys! (ho regalato un biglietto anche a Nel per il suo compleanno, tanto più che il giorno del concerto sarà il nostro terzo anniversario... no dico, ci rendiamo conto? mi faccio paura da sola)
  • non sto studiando una ceppa e invece dovrei e mi sento in colpissima, però in compenso sto uscendo un sacco, e anche questo in effetti mi fa sentire in colpa. la verità è che io voglio studiare, ma uscendo non ne ho il tempo materiale e allora mi agito. che ce devo fa' se c'ho l'anima da secchia. uscite memorandae: picnik a Villa Ada con la comitiva per la giornata della Liberazione, compleanno di Nel a San Lorenzo la sera prima, disco anni 90 Borghetta ieri notte, e poi oggi, il primo maggio...
  • ...che infatti metto in un punto a parte, perché se lo merita tutto, e anzi se ne merita tre o quattro da solo, e l'ho lasciato alla fine solo per aumentare l'effetto sorpresa: HO CONOSCIUTO DAL VIVO LA CHAMILS! (l'idea). Ebbene sì, sono stata invitata dalla fantastica suddetta nella sua fantastica dimora per una fantastica grigliata/giornata tutti insieme appassionatamente (anche Nel) con lei e i suoi amici e il suo Riccio e il suo cane. Sì credo di non aver dimenticato nessuno. Sono stata benissimo e la chamils ha fatto un tiramisù da paura e io ho raschiato la teglia dopo che erano sparite tutte le fette. Poraccia iz da way always. E abbiamo giocato a twister e abbiamo cantato le canzoni dei Queen (mica cavoli) con i microfoni e il gioco della play-station che non mi ricordo come si chiama. Oddio, anche quelle di Gigi D'Alessio in realtà eh, e infatti devo dire che nel farlo ho dovuto rinunciare con molto, molto dolore alla mia verginità gigidalessiale  Ha fatto male, ma non è uscito sangue. Almeno credo.

mercoledì 17 aprile 2013

Soren Kierkegaard, vecchio volpone.

"Quello che t'ho già detto tante volte te lo ripeto qui, anzi te lo grido: o questo o quello, amico mio! Aut-Aut!"

mercoledì 10 aprile 2013

Prendi una matita tutta colorata e disegna cieli blu

Assolutamente per caso, girovagando e spulciando tra le varie di Spotify, mi sono imbattuta in una canzone che mi canticchiava spesso mia nonna (nonna quando era triste cantava, e quando era di buonumore pure: in pratica cantava sempre. canticchiare era il rimedio e l'accompagnamento perfetto per tutto: ai fornelli, in cucina, china sul lavoro a maglia, sul balcone in primavera a innaffiare le sue piante "per farle crescere prima"..), e ho scoperto che l'originale è cantata nientepopodimeno ché da Mina.



Posso dirlo? nonna, tu la cantavi ancora meglio.

martedì 2 aprile 2013

Facciamo un ricapitolo per punti sentendo i Led Zeppelin


  • Pasqua e Pasquetta sono andate, lasciamocele alle spalle insieme alle abbuffate parentali e alla cioccolata che mi esce anche dalle orecchie e mi eccita i neuroni mandandomi in iperattività e mi deturpa la faccia di brufoli. Secondo il calendario dovrei anche essere in premestruo. Vale a dire, il ciclo dovrebbe venirmi in viaggio con l'uomo (vedi punto sotto). Meditate gente, meditate sulle condizioni di questa disgraziata.
  • Tra tre giorni parto per Barcellona, e questo significa che devo ASSOLUTAMENTE fare la valigia e il check-in online e il programma da turista e possibilmente curare il mio aspetto e la mia cute martoriata perché non voglio che nelle foto del viaggio si vedano prima i brufoli e poi la mia persona. Tentiamo almeno di fare in modo che si vedano in contemporanea.
  • Devo studiare FOLLEMENTE ben due materie perché: "massì, prenotiamo per Barcellona dal 5 al 9, tanto quante probabilità ci sono che piazzino un esonero proprio il 10?" Leggi di Murphy, now I believe.
  • Ho accettato per il Canada. Questo significa che mi sentirò in colpa per far svenare i miei genitori da qui a settordici anni, ma significa ancora di più che mi devo dare da fare e trovare un lavoretto appena possibile e contribuire come posso. In tutto questo mia madre, lei è stata... stupenda. Sono ancora scioccata perché pensavo che non avrei mai pronunciato una frase del genere, nemmeno sotto tortura o previa assunzione di sostanze allucinogene.
  • La sorella dell'uomo, che ha un anno meno di me, si è messa per la prima volta "ufficialmente" con un ragazzo. Ho tormentato l'uomo per una intera giornata descrivendogli dettagliatamente la scena dei due suddetti che scopano selvaggiamente sul suo letto e nelle sue lenzuola solo per puro intrattenimento mio personale. Dopodiché ho anche conosciuto l'allampanato figuro, che il secondo giorno che è imboccato in casa loro parlava romanesco e chiamava il padre dell'uomo "Costantì". Ma che deve aver anche speso un patrimonio per regalare alla sua donzella un uovo di pasqua artigianale formato gigante meringato e con decorazioni in crema chantilly contenente l'ultimo cd di Mengoni (glissiamo su quest'ultimo particolare con una storta di naso molto piccolo-borghese e un forbito de gustibus). (Per la musica seria, amici lettori, rimandiamo al titolo del post).
POSTILLA UNIVERSALE DI UNA SCRITTRICE SCEMA, QUESTA IN PARTICOLARE:
Vorrei poi esplicitare una cosa: che io sono sì grafomane, ma a mia parziale discolpa ci tengo a sottolineare ai malpensanti che non sono una nevrotica megalomane egocentrica con smanie, o perlomeno non solo, e che il motivo è molto più semplice: certo, scrivo perché mi piace, scrivo perché ne sento il bisogno, e anzi, scrivo perché non saprei fare altrimenti.... ma scrivo perché dimentico. Dimentico tutto, dopo un po', è assurdo quanta poca memoria io abbia. Credo sia perché ho una prontezza mentale superiore alla media. Ad esempio studio praticamente tutto senza fatica, assimilo in un lampo, elaboro in ancora meno, e spesso eccello (tiè). Ma proprio per questo, probabilmente mi servono più parti del cervello e quindi sistematicamente sgombro tutto il resto (personalissima teoria che scavalca e ignora qualunque pretesa di aderenza al funzionamento cerebrale, che non rientra nei miei ambiti di conoscenza. ma sono comunque convinta della mia teoria, quindi non scomodatevi a chiamarmi in campo neuroscienziati perché non cambierei idea neanche di fronte a loro). Che significa? Significa che scordo date, nozionismo sterile, argomenti pallosi, numeri di telefono, ma anche intere trame di libri e film letti e guardati, cose che ho detto, motivazioni, torti e ragioni nei litigi. E mi rendo conto che spesso sono invece circondata da persone che, magari non eccellendo nella brillantezza mentale, posseggono però una memoria da elefante e sono sempre pronte a rinfacciarmi o tirare fuori dal cilindro, magicamente, vecchi fatti o parole o questioni che io addirittura scopro di aver rimosso in blocco. Un po' questo fatto mi spaventa. Ma giusto un po'. Mi sto ancora domandando se quella anormale sono io.

mercoledì 27 marzo 2013

Palla al centro

La cosa bellissima è che sono "vincitrice" del bando di concorso per studiare 4 mesi all'Université Laval di Québec, Canada. Da settembre a dicembre. E l'altra vincitrice è una delle persone che mi stanno più simpatiche in facoltà. (Tanta gente e solo due posti in palio, fatemi un po' vantare).

La cosa bruttissima è che costa un po', e probabilmente non possiamo permettercelo.

Uno pari, palla al centro.

lunedì 25 marzo 2013

NO STRESS

Perché, perché, perché la gente deve scegliere proprio me per stressare qualcuno? O per destressare se stessa? O per chiedere favori? O per aspettarsi aspettative? Perché io sono quella affidabile. Perché io sono quella brava. Perché io sono quella giusta. Perché io sono quella che gli ostacoli non li scavalca, se li mangia. Perché io, semplicemente, sono io. Sì, ma chi è questo io davvero? chi sono io? superwoman? Ma c'ho già tanti pensieri miei per la testa, ma davvero, mi avete tutti preso per la nuova eroina del terzo millennio? o per una fessa? o per un'eroina fessa?!

ma che davvero. sono una ventenne cretina come qualunque altra. se ho imparato a barcamenarmi tra le rapide e le correnti dei miei problemi non vuol dire che sono una roccia/ancora di salvezza anche per le altre sbandate, ansiolitiche, ansiogene, disgraziate anime che passano. La gente mi mette ansia, le scadenze mi mettono ansia, le promesse mi mettono ansia, l'agendina mi mette ansia, la sveglia alla mattina mi mette ansia, persino la tastiera touch del mio cellulare mi mette ansia. LASCIATEMI VIVERE.

sabato 16 marzo 2013

Radio city serenade

Okay che non piove e c'è il sole e il calendario dice che la primavera è alle porte (alle porte di quale universo?), ma fa così freddo che dopo aver pranzato e dopo aver preso il caffè e con Mark Knopfler di sottofondo e i raggi del sole che filtrano chiari dalla finestra del salone, io mi metterei anche bellamente a dormire, avvolta in quell'intangibile, carezzevole, tiepida coperta chiamata pace dei sensi. yaaaawwwnn.

lunedì 11 marzo 2013

Ho un problema col blu navy (di libri, vestiti e scoperte interessanti).


Che io abbia dei problemi palesi ed evidenti non è una novità. Però per colpa di amiche malefiche che mi fanno scoprire siti ancor più malefici mi rendo conto che un problema fresco fresco da aggiungere alla mia già abbondantemente lunga lista è quello dello shopping online compulsivo. Per mia sfortuna (ma forse è una fortuna) si da il caso che io ultimamente non abbia una lira, quindi i miei acquisti sono ahimè assai limitati. (In questo senso mi sto attrezzando: probabilmente inizio a dare ripetizioni).

I miei siti preferiti sono al momento due: privalia e asos.

In più, devo assolutamente andare a fare compere a Porta di Roma e a Roma est, ma la donna è ancora relegata nel tristo luogo e io ho così brutalmente perso la mia principale compagna di shopping e consigliatrice ufficiale. Ho un dilemma interiore. Non posso trascinarci l'uomo barbuto per ovvie ragioni: 1) preferirebbe darsi una veemente mazzata sugli attributi e 2) non sarebbe di alcuna utilità, guardandomi con occhi sgranati in ogni nuovo completo, terrorizzato dal fatto di dover esprimere giudizi che un maschio non è oggettivamente in grado di formulare, e traumatizzato anche solo al pensiero di poter essere interrogato su verità eventualmente scomode (esempio: questi pantaloni mi fanno il culone? e queste cosce?! ma no, vero che è una piega del jeans, un taglio del modello, che incompetenti questi stilisti ormai assumono cani e porci vero? è così non trovi? giura che è così! e via dicendo con scene comico-patetiche di questo calibro).

Il kindle, già lo ho accennato ma merita un secondo approfondimento infervorato, è LA SVOLTA. Non una svolta, La svolta. Con la elle maiuscola. Io, che sono una divoratrice di libri compulsiva, nel periodo più freddo dell'anno cado puntualmente in depressione al pensiero di aver molto meno tempo da poter dedicare alla lettura (con una media approssimativa di 2-3 libri letti nella stagione invernale contro una dozzina abbondante del periodo estivo - ovviamente i tomi che mi devo studiare per gli esami non sto neanche a menzionarli, maledetti). Ebbene, da quando ho il kindle sono molto più incentivata a leggere: posso farlo ovunque e con libri di qualunque peso e misura, tutti perfettamente stilati nel mio fantastico, leggerissimo, ultrasottile rettangolino tecnologico. Leggo in metro, leggo per strada, leggo tra una pausa e l'altra all'università, la sera per prendere sonno, nei momenti morti della giornata prima di correre da una parte all'altra. Lo consiglio spassionatamente a tutti, essendo oltretutto anche economicamente abbordabile. Insomma, equipaggiatevi. Kindle-munitevi. (Ovvio, io parlo del Kindle perché è quello che ho comprato io, cioè quello disponibile su amazon, ma il discorso è valido per qualunque tipo di ebook reader).

Ultime letture:
  • Il grande Gatsby, Scott Fitzgerald (non lo consiglio, è noioso lento e per nulla entusiasmante)
  • Finzioni, Borges (raccolta di racconti e saggi molto particolari, tendenti spesso al metafisico... un bel sì)
  • I dolori del giovane Werther, Goethe (questo non sta a me dirvi di leggerlo, è un dovere - e anche un piacere - del buonsenso)

sabato 9 marzo 2013

Io sbaglio

a scrivere le cose belle (quelle rare volte che lo faccio). Che poi la sfiga mi sente. Ha come un sensore radar che appena poco poco percepisce che sto esternando benessere s'impanica, s'agita, suda; "ma come? che fa? è felice? ..senza di me?"; arriva tutta trafelata, poveraccia, la faccio correre! Arriva col fiatone e prontamente m'abbraccia. Non sia mai che l'abbandono! Meschina! Perdonami, sfiga, se ti faccio prender gli spaventi. Se ogni tanto mi scordo di te. No volevo, ti giuro, ero in buona fede... Sì, dai, ora però staccati che se mi abbracci così forte non respiro, sì, ho capito, lo so che mi vuoi bene.

Io un po' meno.

mercoledì 6 marzo 2013

Recentemente.

Ho comprato dei jeans nuovi, 2 paia, taglia 42 e non più 40, e mi sento bene, mi sento bella.
Ho iniziato il secondo semestre all'università e sono piena di voglia di imparare, la mattina mi alzo dal letto volentieri, mi passo un filo di trucco, esco con la tracolla piena di quadernoni e assaporo l'aria primaverile.
Mi porto il kindle in metro e leggo, leggo, leggo. La gente si incuriosisce e mi sbircia di sottecchi, perché è curiosa, la gente, e cerca di sbirciare cosa leggo (teste che fanno capolino sopra la mia spalla), a me scappa un mezzo sorriso e continuo a leggere.
Prendo l'autobus da sola, lo aspetto da sola, mi godo i silenzi, i miei tempi, i miei pensieri. Mi godo un po' di piccole solitudini piacevoli come non facevo da tanto tempo, e sto bene. Mi godo gli amici in facoltà.
Esco con il gruppo, con le amiche, e anche con loro sto bene. Quelle più care, poi, mi viene voglia di abbracciarle, ma mi dico che non capirebbero, e allora me le abbraccio con gli occhi. Mi sento come... finalmente in pace.
Passo a trovare il mio uomo barbuto, a casa malato, che mi dice che fa spavento di non farci caso, e invece, in quella maglietta bianca semplicissima che gli fa risaltare il torace e le spalle, con quei riccioli mori e impertinenti e quella barba ispida, lo vedo così bello che neanche provo a spiegarglielo perché non mi crederebbe, e rimango a giochicchiare col cane, e resto a cena, e mangio con tutti quanti, e lo vedo contento perché succede di rado e lo so che a lui fa piacere e allora fa piacere anche a me. Sono felice della sua felicità.
Nuoto. Attendo con educata e imperturbabile pazienza le sere in cui vado a nuotare. Sento l'acqua avvolgermi ad ogni bracciata, abbracciarmi e ristorarmi come può fare solo un'antica sorella.
Penso che tra un mese io e l'uomo barbuto saremo a zonzo per i colorati ed etnici vicoli di Barcellona, e non vedo l'ora, e però quest'attesa mi piace, intensifica ogni pensiero di felicità e lo proietta in una visione lontana, al sicuro, infrangibile, che mi aspetta.

Oggi è così, ho fatto pace con il mondo, e cento giorni grigi non possono offuscare questo senso di felicità mentre sorrido ai volti sconosciuti sul metrò.

 

martedì 26 febbraio 2013

Italia mia, benché 'l parlar sia indarno.

Vorrei solo esprimere la mia estrema delusione e disgusto per i risultati delle votazioni e per il consolidarsi della triste e amara consapevolezza che questo paese fa schifo per colpa dei suoi abitanti. Luogo comune? Non credo. Dettò ciò, sono sempre più motivata a laurearmi in fretta e fuggire. Su questo discorso chiudo subito la parentesi perché se no mi sale il veleno e non ne ho voglia.

La nota positiva che invece non avevo ancora annunciato è che dichiaro ufficialmente e felicemente chiusa questa sessione di esami portando a casa 2 esami su 2 con un 29 e un 30. Le lezioni ricominciano il 4 marzo. Ancora qualche giorno di respiro.

Mi manca Marvi ,anche se per fortuna la sento spesso; a dir la verità mi manca anche il gruppo, siccome ultimamente esco poco... non è che non li voglia vedere, anzi, è che si fanno sempre le stesse identiche cose, si va sempre negli stessi posti, la gente dopo i primi 30 minuti di chiacchiere si mette a giocare al cellulare al pub... lo trovo molto triste. Forse non è vero che non c'è più affiatamento, perché so che non è così, ma sicuramente non c'è voglia di divertirsi insieme, o almeno io non la vedo. Migliori amiche dovrebbero essere persone che ti telefonano e vi mettete a chiacchierare per un'ora, che quando stai giù te le trovi sotto casa, che hanno dei contatti frequenti e continui anche per dirsi cazzate, per migliorarti un po' l'umore e tu migliorare il loro, per fare i pigiama party insieme (perché sì, si fanno anche a 20 anni), per fare i pomeriggi di biscotti e film, per stare insieme. E invece sento tutto così statico e abitudinario, ci vediamo il sabato sera, a volte la domenica sera, e basta. Nella settimana qualche parola su facebook. Sarà anche il periodo, sarà che da settembre ho avuto davvero un anno di merda e di paranoie sul fisico e di problemi miei spesso causati dagli sbalzi ormonali dovuti all'assenza di ciclo e poi la mia migliore amica in ospedale, ma avrei voluto sentirle più vicine. Più interessate. Più partecipi. Poi si sa, io sono il lupo solitario che quando sta male interiormente sparisce dalla circolazione... ma proprio perché si sa, forse mi aspettavo di più. Ma io sono fatta così, forse male, anzi sicuramente, ma non ci riesco a dire a una persona "ho bisogno di te". Proprio non ci riesco.

Ma ora cercherò di essere più presente, agli altri e a me stessa. Non ci sto a lasciare che il corso delle cose (e un qual certo accanimento del destino su di me) riesca sempre a buttarmi giù.

domenica 24 febbraio 2013

Saggezza popolare


"..e insomma lui mi fa, con tono aristocratico: sai, mi sono lussato il coccige... eh, ma dì che te sei fatto 'n livido ar culo! o no?"

amichetto di sorella, anni 11.

lunedì 18 febbraio 2013

Happiness is a warm gun, mama (BANG BANG SHOOT SHOOT)

Coming soon: B A R C E L O N A !  B-)
Ebbene sì, io e l'uomo (incrociando dita e facendo corna) dal 5 al 9 aprile saremo in quel di Spagna, a goderci una meritata vacanza di pasqua allungata sotto l'ispanico sole (sempre incrociando e scongiurando) di una primavera nascente. Grazie RyanAir, grazie voli low-cost scoperti a caso e prenotati in un impeto di follia. Grazie.

In compenso ho un esame tra due giorni e non riesco a ripetere nulla, non ne ho voglia, la materia fa schifo, guardo le mie 7 pagine battute al pc in times new roman 10 senza margini e spaziature che riassumono un tomo di 400 pagine e penso che se mando tutto a prostitute dopo essermi fatta il culo solo perché ora non mi va di fare quest'ultimo sforzo, sono una cogliona completa e totale e merito di essere insultata e picchiata da familiari, amici, animali domestici e - naturalmente - da voi.

Datemi la forza, datemi la concentrazione, datemi la voglia. Soprattutto la voglia. Perché le principali voglie che ho in questi ultimi giorni renderebbero a Dante molto ardua la scelta del girone in cui piazzarmi, se tra i golosi o i lussuriosi. Forse ne dovrebbe creare uno apposta per me, i lussugolosi, ma poi mi sentirei troppo importante e rischia che ci deve aggiungere pure la superbia e insomma, quel poretto mi diventa scemo.

Poi insomma l'universo ci si mette davvero d'impegno a remarmi contro: le feste coi parenti a casa mia, il singhiozzo quando infine inizio a ripetere, gli scazzi miei e altrui... no okay forse queste sono solo giustificazioni. Mi scoppia la testa, e mi è tornato il singhiozzo. Have mercy.

In caso di prematura scomparsa della sottoscritta, lascio tutti i miei averi (un porcellino d'india grasso e 3euro) ai miei più affezionati lettori. E ora scannatevi per quei 3 euro, pulciari.

 xoxo 

PS: andate a vedere Les Misérables. E non è un consiglio, è un ordine.


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