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domenica 9 giugno 2013

Il Grande Gatsby al cinema

Il film del momento, il cui trailer (uscito nientepopodimeno che l'anno scorso) ha lasciato migliaia di persone stregate e col fiato sospeso a sudare frementi in una lunga, lunghissima attesa durata fino al mese scorso. Mese in cui finalmente i cinema hanno riempito le sale di frotte di spettatori a briglie sciolte.

Vi confesso, non riesco a decretare, a primo impatto: Grande Gatsby sì o Grande Gatsby no. Promosso o bocciato. Bello o brutto. Mi ha lasciato addosso come una sensazione di estasi un po' abortita e un vago odore di vecchie glorie e disappunto. Cosa che invece non è condivisa, a quanto vedo, dalla stragrande maggioranza delle persone (che evidentemente digeriscono meglio di me le americanate e che probabilmente non hanno letto il libro di Fitzgerald).

Volevo scrivere una recensione proprio per questo, perché sebbene non sia da buttare (la punta di diamante della pellicola sono la fotografia e la scenografia - come non aspettarselo dai realizzatori del Moulin Rouge?-, le location e la magistrale interpretazione di Leonardo DiCaprio), le cose che invece "non vanno" sono molte, e lo rendono a mio avviso decisamente sopravvalutato.

E' stato distorto in un qualcosa che si allontana troppo dall'originale, non solo e anzi non tanto nella narrazione quanto nell'acquisizione di una mentalità e di una moralità completamente differente da quelle del libro. Una morale di redenzione, di peccato, di bontà a tutti i costi. Una morale di salvatori e di salvati e di perfidi aguzzini. Del ricco cattivo e del povero onesto. Una morale che boh, non c'azzecca proprio niente né con lo scrittore né con i personaggi. Non mi è piaciuto che Gatsby nel film venga dipinto come il buono, il santo, il poveraccio, l'eroe. Perché, semplicemente, non è così. Non mi è piaciuto che il passato di Gatsby e di Nick, i festini, i cocktail, le donnette, la New York sfavillante e roboante di fine anni '20 vengano ridotti a un passato di bordelli da dimenticare, a un passato negativo e peccaminoso che ha portato il narratore a finire in psicanalisi (cosa che, peraltro, è inventata di sana pianta e nel libro è totalmente assente). Non mi è piaciuto nemmeno il voler calcare a tutti i costi sul ruolo di Nick cercando di renderlo attivo nelle vicende quando invece il suo personaggio è particolare proprio perché totalmente passivo. Occhio esterno di un voyeur. Non mi è piaciuta nemmeno la musica: non la colonna sonora di per sé, che è senza lode e senza infamia (tralasciando le parti rap e hip-hop che ora spiegatemi voi cosa ci azzeccano con il periodo), ma il modo in cui è stata inserita nel film. Totalmente a casaccio. Ma così a casaccio che mi ha quasi dato fastidio, al cinema quando lo guardavo. Che prima c'è quando non dovrebbe e poi non c'è quando serve. Che è sbagliata e non rispetta gli stati d'animo.

Dall'altra parte invece, come ho già detto, ho adorato i costumi, il trucco, le riprese, le sequenze. Insomma, la parte più strettamente tecnica. E poi, ma questo perché ho un pallino per lei da quando tre anni fa vidi An Education, ho adorato Carey Mulligan.

The Great Gatsby è un romanzo strano, senza dubbio un romanzo fuori dal comune. L'ho letto l'anno scorso e alternavo dentro di me momenti di puro odio e momenti di amore, momenti di noia e momenti di rinnovata estasi. Una battaglia a tutti gli effetti. A metà narrazione mi ero stufata, giorni dopo la fine ho capito che l'amavo. In effetti, considerato il mio caso di odi et amo, forse mi aspettavo troppo da una trasposizione cinematografica. Chissà. Nel dubbio, mi butto indietro nel passato: stasera il mio Gatsby sarà Robert Redford, 1974.



mercoledì 6 marzo 2013

Recentemente.

Ho comprato dei jeans nuovi, 2 paia, taglia 42 e non più 40, e mi sento bene, mi sento bella.
Ho iniziato il secondo semestre all'università e sono piena di voglia di imparare, la mattina mi alzo dal letto volentieri, mi passo un filo di trucco, esco con la tracolla piena di quadernoni e assaporo l'aria primaverile.
Mi porto il kindle in metro e leggo, leggo, leggo. La gente si incuriosisce e mi sbircia di sottecchi, perché è curiosa, la gente, e cerca di sbirciare cosa leggo (teste che fanno capolino sopra la mia spalla), a me scappa un mezzo sorriso e continuo a leggere.
Prendo l'autobus da sola, lo aspetto da sola, mi godo i silenzi, i miei tempi, i miei pensieri. Mi godo un po' di piccole solitudini piacevoli come non facevo da tanto tempo, e sto bene. Mi godo gli amici in facoltà.
Esco con il gruppo, con le amiche, e anche con loro sto bene. Quelle più care, poi, mi viene voglia di abbracciarle, ma mi dico che non capirebbero, e allora me le abbraccio con gli occhi. Mi sento come... finalmente in pace.
Passo a trovare il mio uomo barbuto, a casa malato, che mi dice che fa spavento di non farci caso, e invece, in quella maglietta bianca semplicissima che gli fa risaltare il torace e le spalle, con quei riccioli mori e impertinenti e quella barba ispida, lo vedo così bello che neanche provo a spiegarglielo perché non mi crederebbe, e rimango a giochicchiare col cane, e resto a cena, e mangio con tutti quanti, e lo vedo contento perché succede di rado e lo so che a lui fa piacere e allora fa piacere anche a me. Sono felice della sua felicità.
Nuoto. Attendo con educata e imperturbabile pazienza le sere in cui vado a nuotare. Sento l'acqua avvolgermi ad ogni bracciata, abbracciarmi e ristorarmi come può fare solo un'antica sorella.
Penso che tra un mese io e l'uomo barbuto saremo a zonzo per i colorati ed etnici vicoli di Barcellona, e non vedo l'ora, e però quest'attesa mi piace, intensifica ogni pensiero di felicità e lo proietta in una visione lontana, al sicuro, infrangibile, che mi aspetta.

Oggi è così, ho fatto pace con il mondo, e cento giorni grigi non possono offuscare questo senso di felicità mentre sorrido ai volti sconosciuti sul metrò.

 

lunedì 6 agosto 2012

In Dublin's fair city.. resoconti di viaggio.


Back from Ireland! Tornata, già... e non ho fatto in tempo a metter piede giù dall'aereo che sono stata letteralmente fagocitata dal caldo afoso di Roma e ho sentito la pelle che si imbeveva di umidità appiccicosiccia come una spugna nella vasca da bagno. Bleah. In compenso l'aria patria mi ha subito stimolato un qual certo bisogno fisiologico che era rimasto lungi latente in quel di Dublino (sì insomma, la cacca).


martedì 26 giugno 2012

Fine sessione estiva; in partenza.

Ho finito. Ho finito tutti gli esami della sessione e se escludiamo storia che darò a settembre ho finito gli esami in generale, e con una più che rispettabile media del 28. Sono sollevata, è come potersi scrollare via dalla pancia un'incudine e riuscire di nuovo a respirare a pieni polmoni. E' come risalire su dopo un tuffo in piscina di quelli che ci faceva fare l'istruttore da piccoli per andare a raccogliere tutti gli anelli sul fondo. Risali su con tutti gli anelli al braccio e lo sguardo trionfante di chi è vittorioso, con le mani ben alzate, e ti gonfi d'aria le guance sgambettando per stare a galla. E' un po' così.

Ma forse non solo per l'università, anzi ne sono certa, decisamente no. Quest'inverno è stato uno dei miei peggiori inverni, e sono felice di poter finalmente dire "è finito". Fi-ni-to.

giovedì 14 giugno 2012

Di lamentele estive e piagnistei svogliati

Pressione meno due e sole squagliacèfalo.
Oggi mi sono trascinata in facoltà per verbalizzare un esame e per poco non ci restavo secca.
Che insomma, è un bel 29 tutto curve e tondini sì, ma se (proprio) devo crepare voglio almeno tirar le cuoia per un 30, ecco. Magari anche con lode. Così, giusto perché con onore c'è morta un sacco di gente (pace all'anima loro) invece con lode è un po' più originale.
Respiro rantolando e più che camminare striscio i piedi sul mondo.
Un'anemica che soffre di pressione bassa è una beffa del destino, l'estate sono più spompata di un canotto bucato. Ahh, come è dolce abbandonarsi all'autocommiserazione..! Va bene ora basta.

giovedì 2 febbraio 2012

La Beat generation

Ho deciso di farmi una cultura come si deve sulla beat generation, argomento che mi ha sempre incuriosita e affascinata. Sto stilando una lista delle fonti da cui attingere materiale. Per iniziare, almeno. Per ora:

LIBRI:

  • Sulla strada (On the road), Jack Kerouac
  • La scimmia sulla schiena (Junkie), William S. Burroughs
  • I sotterranei (The subterraneans), Kerouac
  • Go, John Clellol Holmes
FILM:
  • Pull my daisy (1959)
  • La nostra vita comincia di notte (1960)
  • The Beat Generation: An American Dream (1987)
  • Il pasto nudo (Naked lunch) (1991)
  • Urlo (Howl) (2010)

Bene, inizierò adesso da Pull my daisy, un corto di 26 minuti che si trova anche su youtube (clic qui).

Diciamo che storia può leggermente aspettare.... in fondo, la sto studiando anche così.

venerdì 23 dicembre 2011

unpleasant duties of a university student

How am I supposed to choose between reading Poe  or an history essay of 200 pages? god only knows which one I'll read (just joking: I guess EVERYBODY knows ahah)
I hate this exam, I really do. yes, but I HAVE TO PASS IT anyway.

mercoledì 31 agosto 2011

Wake me up before you go-go, August

Okay, tralasciando il mio delirio nel titolo del post, vorrei fare un ricapitolo generale delle cose da neomatricola che questo mese che viene prevede che io faccia (mi sento già un po' morire).

Dunque, prima di tutto lunedì 12 ho il test all'università e questo implica che io abbia per quella data ripassato inglese e mi senta sicura e padrona della lingua (cosa che da quando ho preso il First [2 anni fa, nda] non avviene più, siccome ho smesso di studiare e ripassare alcunchè prendendo comunque sempre il massimo a scuola perché la mia classe era decerebrata in inglese e io no). Okay, sono in crisi; le insicurezze mi stanno assalendo e nidificano nei pori della mia pelle, sotto le unghie, nelle pupille aaaargh! Quindi siccome ho un paio di libri da leggere in inglese adesso inizierò a farlo, così magari mi "rinfresco" un po'.

La cosa che mi tedia alquanto è che proprio oggi ho trovato in un supermercato mentre compravo cose del tutto inutili eppure vitali, cioè caramelle e cose simili (*-*), dei libri in offerta e non ho potuto lasciarli lì sullo scaffale abbandonati al loro incerto destino, ergo ho due nuovi libri e sono ansiosissima di leggerli.

I miei due figlioli sono Il bar sotto il mare di STEFANO BENNI e Fahrenheit 451 di RAY BRADBURY. Sto letteralmente morendo dalla voglia di divorare il primo soprattutto, ma non posso! oggi inizio Kundera in inglese ("Immotality"). Oppure... potrei leggere Benni tutto d'un fiato in uno o due giorni e poi iniziare con più serenità e pace mentale Kundera.... sì credo che farò così....

martedì 31 maggio 2011

Orazio e Pascoli: parte della mia tesina ♥

"Orsù ragazzo, corri a prendere i profumi,
le corone di fiori e infine un'anfora (...)

E poi va' da Neéra,
che ha quella bella voce melodiosa,
e dille di affrettarsi, per venire da me,
a stringere in un nodo le sue chiome
profumate di mirra..."


"Dunque ha detto di no?"
"Ha detto di no"


Che fare? In questo giorno di festa, Orazio, cenerai da solo e mediterai sulle tue solite cosette. (...)


quand'ecco che bussano alla porta, si sente il fruscio di un vestito, e appare Neéra: "E tu hai potuto credere che avrei rifiutato l'invito del mio poeta? Tu, poeta, godi del fiore di un'eterna giovinezza".


mercoledì 11 maggio 2011

La campana di vetro.

By SYLVIA PLATH. Merita davvero. Davvero davvero davvero.

"Vidi la mia vita diramarsi davanti a me come il verde albero di fico del racconto.
Dalla punta di ciascun ramo occhieggiava e ammiccava, come un bel fico maturo, un futuro meraviglioso. Un fico rappresentava un marito e dei figli e una vita domestica felice, un altro fico rappresentava la famosa poetessa, un altro la brillante accademica, un altro ancora era Esther Greenwood, direttrice di una prestigiosa rivista, un altro era l'Europa e l'Africa e il Sudamerica, un altro fico era Costantin, Socrate, Attila e tutta una schiera di amanti dai nomi bizzarri e dai mestieri anticonvenzionali, un altro fico era la campionessa olimpionica di vela, e dietro e al di sopra di questi fichi ce n'erano molti altri che non riuscivo a distinguere.
E vidi me stessa seduta alla biforcazione dell'albero, che morivo di fame per non saper decidere quale fico cogliere. Li desideravo tutti allo stesso modo,ma sceglierne uno significava rinunciare per sempre a tutti gli altri, e mentre me ne stavo lì, incapace di decidere, i fichi incominciarono ad avvizzire e annerire, finchè uno dopo l'altro si spiaccicarono a terra ai miei piedi."

venerdì 6 maggio 2011

dall'Ode oraziana I,1

dalla folla volgare mi separa
il fresco bosco sacro, ove leggere
danzano coi Satiri le Ninfe

Orazio.

domenica 27 marzo 2011

-4 a Parigi + Mostra fotografica National Geographic

  • Domani verrò interrogata in ITALIANO e devo ancora studiare tutto... ma non mi preoccupa, è una materia che mi piace, posso farcela :D L'unica rogna è Dante... ufff non ho per niente voglia di fare il paradiso argh. vabbè cercherò su internet dei riassunti e spiegazioni.
  • Oggi è domenica e ciò vuol dire che tra QUATTRO GIORNI io e Nel saremo a Parigi! oddio che bello *____* L'unica nota negativa è il tempo: ho visto il meteo e non promette molto bene.... che palle speriamo non piova! Ufffff! Dai ti prego non piovere su, non posso essere così iellata....
  • Ieri io e Marvi siamo andate a una mostra fotografica del National Geographic vicino a Piazza della Repubblica.... bella! Il tema è "i colori del mondo" e si divide in settori cromatici: l'ala azzurra, quella rossa, bianca e verde. La mia preferita era quella verde, ma tutte le foto sono molto belle e alcune davvero interessanti :) La consiglio caldamente a chiunque si trovi a Roma! Nonostante le foto non siano moltissime sono comunque molto ben fatte e a chi piace la fotografia saprà sicuramente apprezzare. clic qui!

ps: la mia lettura di strobe edge continua..... ormai mancano solo gli ultimi 2 cap da tradurre in inglese dal giappo e non vedo l'ora di leggerli!♥

domenica 20 marzo 2011

Ultime (buone) nuove!

Ieri sono andata alla festa dei 18 di R. (sorella di A.) e già dai primi dieci minuti i miei tacchi color ghiaccio adorati mi han fatto patire le pene dell'inferno, immaginarsi quando ci ho ballato! i miei piedi alla fine della serata imploravano pietà piangenti.

è stata una bella festa :) (ma piena di parentame... awkward :O)

Oggi A. è giunto da me guidando (che giuoia! mi ci devo abituare ancora alla cosa, poi non volevo far troppo vedere la mia felicità perché pare che sono egoista e sfruttatrice, e non volevo farli pesare che prima non aveva la patente... ma davvero per me -per noi- è una notevole svolta! la sera finalmente saremo molto più liberi così, altro che bus che non passano mai o freddo o pioggia o solo il signore sa che altro) Comunque, mi ha portata da Marvi e così ho finalmente potuto riabbracciare anche lei, happiness♥.

ecco la prova:
Avvistato "er fascetta" alla guida di una autovettura
Pooooi... che altro dire, beh, che ho finito di leggere le scan tradotte di Strobe Edge e mi manca solo il capitolo finale che è ancora non tradotto e ahimè il giappo non lo so leggere AHAH però non ho resistito e ho letto gli spoiler e.... bè, non poteva che finire così 

E infiiiiine: domani mi interroga filosofia e sto ancora a carissimo amico a ripassare, però boh non ho proprio voglia ho il rifiuto ormai, lo ho letto così tante volte tra simulazioni di terza prova e test di verifica! Bah, tocca comunque... stanotte o domattina farò le ore molto piccole eh sì. Deve andare bene così poi mi dedicherò totalmente a storia e poi sticazzi di tutto e di tutti io e ciccio ce ne andiamo a Parigi. PARIIIIIIIIIIIIIS, I CAN'T WAIT TO COME!

sabato 19 marzo 2011

Strobe edge is ♥

Quest'estate e quando sarò un'universitaria con più free time, quanto è vero che mi chiamo claudia, mi ci ammazzo di shojo, fino a che non mi va il cervello in pappa.


I'm reading chapter 11 of Io Sakisaka's Strobe Edge manga. I attach here something I read in an other blog and I totally agree with:

"I really admire how Io-san drew the characters. I think they're so beautiful. The story's also fun to read. I feel sorry for the female protagonist at first but I like her optimism when it comes to love. Even though she knows that the man she loves has already someone he cherishes, she still continue to love him in silence while respecting his feelings and admiring his faithfulness and love for his girlfriend." (clic!) 


and here is the description of the main characters (taken from wikipedia):


  • Ninako Kinoshita (木下 仁菜子 Kinoshita Ninako?)
Ninako is the main female protagonist around whom the story revolves. She is a very kind and gentle girl who falls in love with Ren Ichinose. When she finds out that Ren already has a girlfriend, she resigns herself to being just a friend and to quietly hold onto to her feelings. She is good at most of her subjects with the exclusion of mathematics, which she mentions a number of times is her weakest subject. Ninako is very caring and modest, willing to return any favor even if it is something small. Later on, when Ando tries to convince her to go out with him, she rejects him, saying that being in a relationship with someone she does not love is not right. She wants to remain in her feelings of liking Ren, even if they are not reciprocated, because that is whom she is in love with.
  • Ren Ichinose (一ノ瀬 連 Ichinose Ren?)
The male school idol who is basically good at everything and plays the role of main male protagonist. He likes to keep himself isolated from most students and is admired by all of the female populous as a result. He has a close group of friends which are male however the story gives the impression most other male students are jealous of his position. He also has a strong passion for mathematics. Although he has a girlfriend, Mayuka, who is older than he is, Ren tends to lose his guard around Ninako. He only later on realizes his feelings for Ninako, but tries to forget about her by distancing himself for Mayuka's sake.
  • Daiki Korenaga (是永 大樹 Korenaga Daiki?)
Daiki is introduced as a childhood friend of Ninako's and has strong feelings towards her at the beginning of the story. He grew attached to Ninako after his parents divorced two or three years prior to the start of the manga to which he had to make the choice of living with his mother and older sister or his father. Since choosing to live with his father hisrelationship with his older sister lost its flavour. He eventually falls in love with and starts dating Sayuri, Ninako's friend.
  • Takumi Ando (安堂 拓海 Andō Takumi?)
Ando is Ren's middle school friend and also has an idol-like status. He often finds himself competing with Ren like a rival at times. Ando takes advantage of his position and is a big time player among the female students; however, he forms no relationships with them and believes himself not fit for a relationship. His opinion changes after meeting Ninako, who has a strong effect upon him. He eventually falls madly in love with her, saying that he loves her honesty, and often tries to win her favor. He is also very much aware of her feelings for Ren and often tries to help her through Ren's relationship with Mayuka or discourage her from pursuing Ren.
  • Mayuka Korenaga (是永 麻由香 Korenaga Mayuka?)
Mayuka is Daiki's older sister. Her existence is also kept low profile until a certain point where it is found that she is actually the girlfriend of the unobtainable Ren Ichinose. She has a job which is in the modelling business which she pursued for what she thought was Ren's sake and she is currently studying for entrance exams to university. As the series progresses, she becomes wary of Ninako's relationship with Ren but remains friendly toward her. She eventually realizes how much her relationship with Ren is strained: she is almost always busy and has to cancel their dates. In chapter 19, she breaks up with Ren because she now knows that Ren is in love with someone else and she doesn't want Ren to continually repress his feelings just for her. She acknowledges that nothing will ever stay the same, as she herself has changed, and that before she didn't want Ren to change and leave her.

awwww what else can I say? I'll come back to the reading! ;)


domenica 13 marzo 2011

Si discere volumus, nobis legendum est.

Da tempo immemore mi premeva una visitina in libreria e ieri ho finalmente avuto la sana idea di andarci.
Ma ho fatto di più: son passata anche in quella dei libri usati oltre che alla solita di via ojetti... e il risultato è stato la vera e propria gioia dei sensi che preannunciava un'estasi talmente mistica e ineffabile che il mio corpo ha risposto facendomi venire le mestruazioni (no quelle dovevan giungere a prescindere).

Coooomunque, ammetto che ora che ho scoperto e rivalutato totalmente quella piccola libreria ci farò spesso capatine! (libri in ottime condizioni li ho pagati 3-4 euro ciascuno invece dei 9-10 se fossero stati nuovi).

Ora, per la mia giuoia, ecco i miei nuovi acquisti:


  • Le affinità elettive (Goethe)
  • L'educazione sentimentale (Flaubert)
  • L'insostenibile leggerezza dell'essere (Kundera)
  • La campana di vetro (Sylvia Plath)
  • I fiori del male (Baudelaire)
  • Metamorfosi (Ovidio)

domenica 6 marzo 2011

Tutto torna

A me, è piaciuto un sacco. Certo, va preso per quello che è e forse in alcuni punti c'è una retorica troppo pesante e studiata, un po' come in Baricco (sì ma come fai a non amarlo quando se ne esce con certe frasi che ci rimani BUM! di sasso con la mascella per terra *-*) ma per il resto.... incantevole, emozionante, l'ho divorato in una mattinata a scuola tra una campanella e l'altra.


"Sai, Diego, ho paura che un giorno, dopo esserci tanto mancati, ci chiederemo se potevamo fare qualcosa concretamente invece di mancarci senza fare niente"
"D'accordo, Antonia, ho imparato la lezione, adesso basta, dovrà pure servire a qualcosa imparare, altrimenti che senso ha? Non voglio essere migliore per qualcuno che non sei tu"
Fuori piove e tu sei la persona con la quale voglio guardare fuori quando fuori piove.

venerdì 25 febbraio 2011

Tutto il mondo è Noia

« La noia proviene o da debolissima coscienza dell'esistenza nostra, per cui non ci sentiamo capaci di agire, o da coscienza eccessiva, per cui vediamo di non poter agire quanto vorremmo »
(Ugo Foscolo)

giovedì 9 dicembre 2010

Too much to do to little time

Vorrei avere il tempo di leggere i millemila libri che ho comprato/mi hanno regalato/ho intenzione di comprare. Vorrei non dover essere costretta a studiare dalla mattina alla sera e poi ritrovarmi stravaccata sul divano in coma davanti a un televisore a ruota libera su mtv gold perché non ho le forze necessarie per fare altro. Vorrei vorrei vorrei... eeeeh ma l'erba vorrei è quasi peggio dell'erba voglio.
E' pure il primo giorno di ciclo, e con questa giustificazione stasera me la prendo di fancazzismo. Eh bè, quando ce vò ce vò, per così dire. In più i miei capelli fanno cagare ultimamente. Bah.
In lettura nao: "Hollywood, Hollywood!" di Bukowski.

ps: in tutto questo domani son cinque con A. (:

domenica 28 novembre 2010

2 + 2 = 5

Mi sto incuriosendo molto a proposito degli inizi dei Pink Floyd, da qualche giorno a questa parte. Ieri al MelbookStore vicino a Piazza della Repubblica ho dato un'occhiata e mi sono ripromessa di tornare per comprare un paio di cd; poi come spinta da una forza misteriosa (?), girando per gli scaffali, ho trovato i libri di George Orwell di cui mi devo documentare per la tesina che voglio portare all'esame, ed ecco che trovo "La fattoria degli animali", leggo la trama e oltre ad appassionarmi mi rivedo degli strani flash davanti agli occhi ma non capisco; come una sensazione ineffabile mi aveva spinta verso quel libro ancora prima di leggerne il titolo. Mi dico che sarà uno strano caso di deja vu e dopo qualche indugio raggiungo gli altri e esco dal negozio. E ora eccomi a ricollegare il tutto con la scoperta di questo album dei Pink Floyd: Animals, una chiara ripresa della critica sociale già mossa da Orwell appunto nel racconto che mi aveva tanto attratta ieri. Critica poi portata avanti sulla stessa linea anche dai Radiohead, di cui infatti ricordavo il video molto incisivo della canzone "2+2=5". Espressione che ho appunto scoperto essere stata coniata per la prima volta da Orwell stesso nella scrittura di "1984". Tutto quadra, tutto fila secondo un disegno preciso e perfetto realizzatosi puntualmente, con sfumature quasi provvidenzialistiche oserei dire. Mi viene da pensare che qualcuno o qualcosa (questo è difficile dirlo: energie? destino? causalità? bah) mi abbia voluto esplicitamente indirizzare verso questa tematica. Com'è come non è, adesso sono decisa più che mai: prossimi acquisti i libri di Orwell e questo album dei Pink Floyd.



domenica 25 luglio 2010

Le vacanze di Clo - Gnappolo & friends.

Torno a casa dopo una serata/notte/mattinata magnifica a casa di Joe con lui, Andrè, Emù e Nel (stavolta ero l'unica donna, ahah). Il bagno di notte è qualcosa di meraviglioso; e poi la casa enorme, il giardino che pare un parco e la più che invitante piscina di Joe non deludono mai. Narghilè a bordo piscina, stelle, tuffi, notte tra le braccia di Nel, Gnappolo (il micione di Joe) che mi si spalma sulle gambe dopo la doccia e fa "ronf ronf", la mattina appena alzata a leggere placidamente L'Alchimista (Paulo Coelho) -trovato per caso tra i libri del soppalco- sulla sdraio al fresco sotto i fichi e con le rondini che si tuffavano in picchiata sul pelo dell'acqua della piscina, e poi i discorsi con Canguro mentre stavamo coi piedi a mollo, e la colazione tutti in soggiorno sui divani a guardare "Rocky Joe" e altri anime demenziali made in japan con davanti degli squisiti biscotti allo zenzero e una tazza di caffè, e sentire la musica e rilassarsi e ridere fino all'ora di pranzo.

E ora eccomi di nuovo a casa, aspettando i miei che andavano a mangiare da mia nonna, mentre sono qui a scrivere, di ottimo umore, e ripenso ai momenti più belli che sto collezionando in questa calda ma allegra estate.

E mi affaccio sul balcone e guardo il viale deserto e assolato, assordata dagli urli delle cicale del parco. E penso che anche Roma, se vissuta con le persone giuste, sa essere un'ottima città "estiva".

In fondo ci vuole così poco per stare bene..

Red flowers in Joe's garden.
Gnappolo is love.

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