lunedì 1 ottobre 2012

Good old Sigmund strikes again

Crollare addormentati alle 22.30 e svegliarsi come se niente fosse all'1.30 di notte, del tutto attivi. Le vie del sonno sono infinite, okay, e a noi mortali non è dato sapere. Epperò che qua mi sento lievemente presa per il culo.


Il Romics è andato, anyway. E, udite udite, quest'anno mi faccio per la prima volta anche Lucca. Con gli amici ovvio. Per non spendere cifre esorbitanti abbiamo trovato un posto per dormire a Pisa così confido che ci scapperà anche una breve gita alla rinomata Torre Penzolante di Piazza de' Miracoli. Che ho già visto in una gita scolastica alle elementari e di cui ricordo meno che niente. Ah no, ricordo il praticello verde ben tagliato dove ci sbracammo dopo la visita e le bancarelle per strada che vendevano la riproduzione in miniatura della succitata torre; di quelle scrausissime brillantinate che a seconda del tempo cambiavano colore. Io l'avevo comprata per la boccia dei pesci rossi ora defunti di cui parlai qualche post fa. E confermo, cambiava colore. Ma sto divagando in maniera del tutto nonsense.

Però, quanto sarebbe bello se si chiamasse davvero Torre Penzolante? Anche se così mi darebbe più l'idea di movimento oscillatorio... oh dio, perché mi sto immaginando la torre come un enorme pene che oscilla di qua e di là puntando verso il cielo toscano?

Credo che tornerò a tentare di dormire. Sì.. direi che è il caso.

giovedì 27 settembre 2012

Nihil difficile volenti.

clic. clic.

Signore e signori, animali e barboni, ricchi e poveri, cugini di campagna, cugini di città, nuntio vobis gaudium magnum: triginta cum laude. Ebbene sì, l'ho odiata, l'ho insultata, evitata, somatizzata, rimandata, ma alla fine ce l'ho fatta. Ho passato storia contemporanea. E con un voto che - a voi lo confesso papale papale - me lo aspettavo come sono solita aspettare l'arrivo delle mestruazioni sempre al 28°giorno: col cazzo.

Addirittura i complimenti del professore e della sua assistente (conosciuta in ambiente universitario con l'affettuoso soprannome di "mangiamorte"). "Sono colpito signorina, sono davvero rari i casi di suoi coetanei che parlino in modo così consapevole e dettagliato della politica italiana degli anni sessanta e settanta....che dice, la mettiamo questa lode?" E mentre il corpo sfiorava l'infarto carpiato dentro la mia testa c'era qualcosa del tipo "eh? come cosa dove - ma io chi sono?"
E niente, boh, sono felice. Molto più leggera. E ora lo so che chi si loda s'imbroda ma diamine concedetemelo per stavolta, mi sono messa alla prova nonostante la repulsione più totale per l'impresa e ho spaccato culi, FUCK YEAH.

Ora mi restano una dozzina di giorni di sacrosanta e meritata vacanza (in cui dovrò rimetter mano su francese perché temo di aver dimenticato tutto) e settembre non mi è mai piaciuto così tanto. E' un mese così tranquillo da quando non c'è più l'inizio della scuola di mezzo. Beh in realtà lo era anche quando ero una liceale spensierata e cerebrolesa. Poi si cresce e si diventa un po' meno spensierati; cerebrolesi si resta per sempre.

giovedì 20 settembre 2012

Hoppípolla (hello, september.)


Cambiamenti (miei e del blog). Hoppípolla perché è arrivato settembre e anche la pioggia, e si salta nelle pozzanghere con le calosce e gli impermeabili. No, lo so che non ho più l'età per questo - almeno non anagraficamente - però vorrei. Inizio ad apprezzare il brutto tempo; che razza di persona sono diventata? Diciamo che mi trovo bene a sorseggiare quantità moderatamente preoccupanti di thé e caffè tra una lettura di piacere e un capitolo (forzato) e l'altro del maledetto Sabbatucci-Vidotto.

Ahimè, la quantità di nozioni che fuggono via dalla mia testa è direttamente proporzionale a quella delle nozioni che ci faccio entrare a suon di spintoni. Sono giunta alla triste e inevitabile conclusione che devo avere il cervello bucato. Vorrei almeno che tutto questo nozionismo inutile servisse a qualcosa non fosse astratto ma concreto come, chessò, la farina, così potrei raccoglierne i granelli via via che cadono giù dalla testa e metterli tutti in un sacco da trascinare comodamente con me all'esame e da vuotare con pacata nonchalance sulla cattedra del professore alla prima domanda sgradita. Seppellondolo, possibilmente.

"everything is going wrong, but we're SO HAPPY!"

C: basta, ora mi faccio un bel caffè e inizio a ripetere al muro
A: prova con l'alcol invece, poi vedi come ripeti anche alla lavatrice

martedì 4 settembre 2012

Di piogge di fine estate, bronchiti e rigurgiti emotivi.

Buondì. Scrivo da casa di Uomo mentre lui dorme (e c'ha pure ragione, siccome non sono neanche le 8...); io invece mi sono svegliata e non riuscendo ad addormentarmi me ne sono andata in salone a guardare i cartoni animati sul divano mentre faccio colazione con un cornetto Algida al cioccolato. Età cerebrale: 5 e mezzo. Zara sta acciambellata qui e mi fa compagnia. Fuori è grigio, freddino, e piove. Mi piace. Mi sono svegliata con la pioggia che batteva piano sui vetri, e anche questo mi piace. Se devo dire la verità, mi ero già stufata dell'estate. E' stata troppo... troppo. Non mi piacciono le esagerazioni.

Da qualche settimana respiro male, come se mi mancasse l'aria. Il dottore ha detto che sono gli strascichi della bronchite (sì, non ne ho parlato ma ho avuto la bronchite a Ferragosto, appena tornata da Dublino. che culo, eh?) e mi ha rimessa sotto antibiotici. Io spero che stavolta passi sul serio perché questo fatto del respiro mi sta facendo impanicare a dir la verità, e io non son tipo che si impanica a caso per malattie e co. né che si imbottisce di medicine a ogni pie' sospinto, anzi son sempre stata molto spartana al riguardo, quindi stare male sul serio non mi piace e avere paranoie sulla salute mi piace ancora meno. Che palle.

Per il resto buoh, esistenza tranquilla e violenza psicologica della mia persona sulla sempre mia persona per costringermi a studiare storia. Qualcosa mi dice che non importa quanto io studi, mi sentirò sempre e comunque impreparata per questo maledetto esame. Non ho mai avuto un rifiuto psicologico come quello che ho per storia, ricordo la fatidica notte prima degli orali: erano le 2 passate e io mi ero fatta prendere da una crisi isterica mentre la ripetevo in maniera sconclusionata. Belle cose insomma. Vabè basta, dato questo esame potrò ricominciare a vivere serenamente. se mai l'ho fatto (ridere prego).


Ho voglia di partire, anche solo per qualche giorno, verso una qualche città d'arte.
Vorrei tornare a Firenze, vorrei visitare Venezia, vedere Verona.
Vorrei di nuovo i capelli lunghi, e rossi. Ma prima che ricrescano ci vorranno secoli dei secoli amen.
Vorrei essere ancora più magra, come due anni fa, perché mi piacevo di più. (Peccato che due anni fa mangiassi meno dei miei pesci rossi. Che ora son morti stecchiti da un pezzo, perché li abbandonammo a loro stessi per una settimana in estate e li ritrovammo lessi. Povere bestie. Ma sto divagando.)
Vorrei che quella che era la mia migliore amica la smettesse di comportarsi da fredda e asettica egoista con il mondo e che mi dimostrasse affetto facilmente come un tempo, vorrei che la malattia non l'avesse cambiata e disillusa.
Vorrei che alcune amicizie non fossero finite male, perché prima era tutto più bello. Prima, quando tutti ci si voleva bene.


Sì insomma, io vorrei non vorrei ma se vuoi... Pensieri inutili e tristognoli che lasciano il tempo che trovano. Portate pazienza, evidentemente gli antibiotici mi hanno inibito le dosi naturali di sarcasmo e ironia in circolo nel sangue. Meglio che sparisco per 'sti sette giorni va!

Blblblblblblblblbl. *PUFF*

n.b. ho messo qualche foto stupida (con me le foto stupide non mancano mai) per stemperare il clima deprimente del post, spero apprezziate. <3
p.s. QUESTA canzone, porca miseria.

domenica 19 agosto 2012

Adolf, dittatore rosa shocking

Ho capito che è agosto, ho capito che Roma è evidentemente diventata una provincia dell'impero etiope (e non viceversa, sorry Benito), ho capito che ultimamente per malesseri fisici mi sono imparanoiata e ogni tre per due credo di morire (Google mi mente), insomma ho capito tutto ma, che alle due di notte ieri facessero trentadue gradi, ecco, questo proprio non lo concepisco.

E adesso arriva "Lucifero", l'ultimo anticiclone subtropicale. A parte che dare nomi a condizioni climatiche fa capire che il caldo ha dato alla testa pure ai metereologi, ma poi a me, sto fatto qua, questa cosa che è l'ultimo, mica mi rassicura tanto... i 38°C sono il punto di inizio della fase di liquefazione del mio cervello oltre il quale iniziano danni più che mai irreversibili. E in ogni caso tra Caronti, Luciferi, Cornuti e Satanassi, vorrei ribadire che io c'ho un esame da preparare, e non uno a caso, quello maledettissimo di storia contemporanea che a febbraio mi sono (francesismo) cagata sotto e ho lasciato molto intelligentemente per ultimo, adesso, col caldo di agosto, quello che proprio non ce la posso fa', quello che fatemi tutto legatemi imbavagliatemi  ma non parlatemi di storia, insomma, ecco, quello. E il simpatico professore in sede d'esame, quando gli improvviserò un balletto dopo aver già usato il 50 e 50 e l'aiuto del pubblico, presumibilmente se ne strafregherà che io abbia grondato sudore anche dalle pupille sui suoi maledetti libri, a malapena tenuta in vita in questo clima tropicale dalla respirazione bocca a bocca col ventilatore.

La mia unica soddisfazione (okay non è l'unica, ma l'altra la conoscete già tutti suvvia - l'Uomo, in questo periodo più che mai amato Uomo) è poter dare sfogo alla mia vena artistica colorando i titoli degli schemi sul quadernone con un'esaltazione pari solo a quella degli infanti dell'asilo nido che mostrano impettiti i loro sgorbi informi ai poco convinti sorrisi dei procreatori. Temo sia in atto dentro di me una qualche regressione psicologica.

Ah, ovviamente Hitler lo coloro sempre rosa shocking.


lunedì 6 agosto 2012

In Dublin's fair city.. resoconti di viaggio.


Back from Ireland! Tornata, già... e non ho fatto in tempo a metter piede giù dall'aereo che sono stata letteralmente fagocitata dal caldo afoso di Roma e ho sentito la pelle che si imbeveva di umidità appiccicosiccia come una spugna nella vasca da bagno. Bleah. In compenso l'aria patria mi ha subito stimolato un qual certo bisogno fisiologico che era rimasto lungi latente in quel di Dublino (sì insomma, la cacca).


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...